In memoria di don Mario Picchi fondatore del Ceis di Roma

scomparso il 29 maggio 2010

 

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Sede Centrale, Presidenza, Amministrazione, Prevenzione

 

Via dei Pucci, 2 - 50122 Firenze

 

Telefono: 055/282008 - Fax: 055/287822

 

C.C.P. 11596509 - P. IVA 02140490489 - Cod. fisc. 94001100489

 

E-mail Segreteria: csf@csfirenze.it

 

Referente: Alvaro Guiducci

 

Fondatore, attuale presidente e rappresentante legale è

Don Giacomo Stinghi

 

 

Chi siamo

Il “Centro di Solidarietà di Firenze - onlus” (CSF) è un’associazione di volontari e operatori sociali che opera nel campo del disagio delle persone.
Nacque nel 1980 su iniziativa della Chiesa fiorentina, per realizzare un intervento riabilitativo che della tossicodipendenza privilegiasse gli aspetti umani, psicologici e relazionali ed offrisse alle persone coinvolte in quella esperienza un aiuto di tipo educativo.
All’inizio della nostra esperienza come “programma e filosofia di lavoro” scegliemmo il Progetto Uomo elaborato dal CeIS di Roma di don Mario Picchi, che negli anni è stato continuamente adeguato alla evoluzione della tossicodipendenza ed anche al contesto fiorentino.
Nel 1984, dimostrato ormai che dalla tossicodipendenza si poteva uscire, abbiamo dato vita al Servizio di Prevenzione (“La Conchiglia”) che si propone una scommessa ben più alta, quella che sia possibile evitare che i giovani cadano in quell’esperienza tanto devastante.

 

Negli interventi riabilitativi e preventivi il CSFirenze utilizza una metodologia di base che ha i suoi punti di forza nella condivisione della vita di gruppo, nella relazione di auto-aiuto e nell’uso del confronto per il cambiamento personale.

 

Il CSF è:

 

Ente Ausiliario della Regione Toscana per la riabilitazione dei tossicodipendenti e per gli interventi di prevenzione sul disagio giovanile;

 

Socio fondatore della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT) e del Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Toscana (CEART);

 

Membro della Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche (WFTC).

 

Le nostre attività

1. Riabilitazione dalla tossicodipendenza.
Nel lungo cammino iniziato nel 1980 il CSF ha sottoposto a continua revisione non tanto l’impianto ideale quanto le metodologie del proprio intervento riabilitativo, al fine di adeguarlo continuamente ai tanti cambiamenti dei bisogni sempre più complessi dei tossicodipendenti, della legislazione, delle richieste e dei criteri d’invio degli utenti da parte del Servizio pubblico.

 

Questi sono i nostri servizi attuali:

a. Colloqui Iniziali e Centro Ascolto. Un operatore, genitori e volontari accolgono tossicodipendenti e loro familiari per informazioni sul programma riabilitativo e per un servizio di ascolto.

 

b. Programma Anconella. E’ programma residenziale di osservazione, diagnosi e orientamento, per la disintossicazione fisica, l’inquadramento diagnostico iniziale nella prospettiva di un reinserimento sociale attraverso una comunità o il SerT.

 

c. Comunità Villa Jolanda. E’ indicata per persone carenti nella strutturazione sociale, con problematiche personali anche complesse purché compatibili con un programma riabilitativo.

 

d. Programma Conoscenza. E’ un programma riabilitativo ambulatoriale per assuntori di cocaina.

 

e. Progetto Ponterosso. E’ destinato ad utenti dei SerT che, anche seguendo un programma di mantenimento drug-free mediante farmaci, necessitano di un aiuto per occupare positivamente il tempo libero, socializzare, inserirsi nel contesto sociolavorativo.

 

2. Prevenzione delle tossicodipendenze.
Le comunità terapeutiche hanno dimostrato che l’intervento sulla dipendenza può insegnare ad agire preventivamente sul disagio dei giovani: la riabilitazione contribuisce a fare prevenzione. Questo ha un’importanza particolare in tempi in cui tra i giovani si espande con preoccupante celerità l’uso delle cosiddette “nuove droghe”. In questa ottica si effettuano interventi di prevenzione primaria e secondaria, rivolti genericamente alla società, alle agenzie educative, con lo scopo di favorire il benessere personale e relazionale delle persone a rischio.